Parrocchia della Madonna dell'Orto 
Note storiche sulla parrocchia

"... Non v'ha Parrocchia, che contenga numero maggiore di chiese, e di altri luoghi di divozione e più assai ne conteneva in passato, come vedremo, facendoci ad illustrare quelle tali località, che sono di qualche importanza..."
Iconografia delle Trenta Parrocchie di Venezia pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi, Venezia, 1821

Nel corso dei secoli XI e XIV la città si espanse dal primitivo nucleo delle isole realtine interessando sempre più vaste aree, inglobando isole esistenti e bonificando terreni fino a raggiungere i limiti nord della città (sec.XV).
Nel territorio attuale della Parrocchia della Madonna dell'Orto, situato nella parte a nord di Venezia non sono, infatti, rintracciabili, salvo poche eccezioni, edifici costruiti prima del sec XIV, quali le case "fontego" del XIII secolo, mentre sono molto diffuse le architetture gotiche, rinascimentali e dei periodi successivi.
Le fondazioni delle parrocchie avvennero in Venezia contestualmente alla formazione degli insediamenti abitativi, ne divennero l'elemento di aggregazione organizzata e si configurarono con le stesse isole spesso non collegate fra loro dai ponti.
Il congiungimento delle diverse isole che oggi compongono la città di Venezia, mediante l'attività di bonifica dei terreni paludosi e di rettifica delle sponde è qui evidente nei lunghi allineamenti degli edifici e dei canali secondo l'andamento est - ovest che dà luogo ad una geometria inconsueta per la città. Nelle altre parti di Venezia, infatti, si notano le conformazioni dell'ambiente urbano adattato all'ambiente naturale caratterizzato dalla sinuosità dei rii. Ne risulta una geometria spontanea regolata dal flusso e riflusso della marea, formata da linee curve, spezzate e quasi mai allineate secondo un sistema di assi come avviene alla Madonna dell'Orto, in sant'Alvise e san Girolamo, dove gli edifici si affacciano sui rii della Madonna dell'Orto, della Sensa e della Misericordia, collegati dalle lunghe e rettilinee fondamente, mentre la parte prospiciente la laguna è rimasta libera e utilizzata per orti e giardini.
La nostra parrocchia, sorta già nel 1133, fu intitolata a san Marziale, primo Vescovo di Limoges e le prime notizie storiche si leggono in un documento datato 1143. Non è nota l'estensione del territorio parrocchiale di allora e l'estensione del territorio parrocchiale verso la fine del settecento era la più vasta dopo le parrocchie di sant'Eufemia, che comprendeva l'intera isola della Giudecca e l'isola di san Giorgio, e quella di san Pietro di Castello.
Alla fine del 1819 l'area comprendeva le attuali parrocchie di sant'Alvise (eretta il 2 aprile 1931) e di san Girolamo (eretta il 30 aprile 1952).
Nel 1807 e nel 1810 le parrocchie veneziane furono ridotte da 69 a 40 e poi a 30 e tali riduzioni, unitamente alle soppressioni degli Ordini religiosi e delle Confraternite provocarono la distruzione di numerosi edifici di culto.
La sede parrocchiale il 1 gennaio 1876 divenne la chiesa della Madonna dell'Orto
Nel territorio parrocchiale odierno, oggetto del presente lavoro, si trovano notevoli testimonianze di arte e di storia che rendono la Madonna dell'Orto uno dei più interessanti luoghi di Venezia.
Oltre ai numerosi Palazzi, vi sono gli edifici o i resti degli antichi insediamenti conventuali (Madonna dell'Orto, santa Maria in Val Verde, Servi di Maria, con le loro chiese) di Confraternite (Mercanti, Misericordia, Forneri, Tessitori, Lucchesi, Barbieri, Tintori), di dimore patrizie e case di grandi artisti veneziani quali Jacopo Tintoretto (1518-1594), Paris Bordone (1500-1571), Alessandro Leopardi (1465-1523) e altri.
Oggi nella parrocchia vi sono numerose Istituzioni pubbliche e religiose (Scuola elementare Diedo, Ufficio Urbanistico del Comune di Venezia, Pretura di Venezia, Hotel ai Dogi, Ospedale Fatebenefratelli, Suore della Nigrizia, Casa per ferie Murialdo, Ancelle Missionarie del SS. Sacramento, Suore della Riparazione, Casa della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), Patronato Pio IX, Casa Cardinal Piazza, Casa del Clero, Casa per Coniugi Pio XII, Centro di Assistenza S.Giovanni, Centro di Pastorale Universitaria, Mensa di Betania), chiese e cappelle ancora officiate. Sono presenti anche attività artigianali e numerosi cantieri per il ricovero delle imbarcazioni.
Il territorio attuale della parrocchia di san Cristoforo martire vulgo Madonna dell'Orto occupa un'area di Cannaregio Nord estesa su otto isole per una superficie complessiva di oltre 161.000 mq. (esclusi i rii), confina a Nord con la Laguna verso Murano, a Est con il Rio di Noale (Parrocchia di san Felice), a Sud con il Rio di santa Fosca (Parrocchia di san Marcuola), a Ovest con i rii dei Servi, dei Lustraferi, dei Trasti e dei Zecchini (Parrocchia di san Girolamo e Parrocchia di sant'Alvise).
Anche questa parte di Venezia negli ultimi decenni ha subito un forte esodo (nel 2000 vi risedevano circa 1900 persone) che ha sostanzialmente mutato la composizione sociale di alcune aree che un tempo erano caratterizzate dalla presenza di attività lavorative ora assenti. Numerose sono le abitazioni non occupate o da risanare.
Di grande aiuto per la comprensione dell'assetto del territorio parrocchia nel 1500 è la veduta prospettica di Venezia eseguita da Jacopo De Barbari nel 1500. Nella iconografia il territorio parrocchiale risulta quasi completamente edificato con l'assetto urbanistico che manterrà fino agli interventi successivi alle soppressioni napoleoniche e le saturazioni dell'area con la edificazione novecentesche.
La Scuola dei Mercanti è raffigurata prima della ricostruzione avvenuta nel 1570 e il campanile della chiesa della Madonna dell'Orto è mancante della cupola ultimata nel 1503. Dietro la chiesa e fino alla sacca della Misericordia, le aree sono utilizzate a orti e giardini. Mancano gli edifici allineati lungo la fondamenta Gasparo Contarini (1483-1542), la cui costruzione è successiva alla rappresentazione del De Barbari, il ponte della Sacca, eretto dai Contarini nel 1505 e quello Loredan. L'isola della Madonna dell'Orto è collegata alla città solamente dal Ponte dei Mori. Corte Cavallo appare cintata da mura e l'aspetto dei palazzi Palazzi Benci Zecchini è quello precedente alla ricostruzione avvenuta dopo il 1581.
L'isola dei Mori è collegata all'isola della Misericordia dal solo ponte omonimo mancando il ponte del Forno. E' mancante il complesso edilizio delle Due Corti.
E' ben leggibile l'isola della Abbazia con il monastero e il ponte che la collega alla Isola della Misericordia e all'isola dei Mori. Il Ponte della Abbazia, in pietra, è delimitato da un portale nel quale è riportata la scritta MISERICORDIA. E' leggibile anche il complesso di Corte Vecchia, utilizzato come ospizio dei Confratelli della Scuola.
Nell'isola della Misericordia manca la imponente costruzione della Scuola Nuova eretta da Jacopo Sansovino (1486-1570), il Palazzo Lezze, opera di Baldissera Longhena (1598-1682). L'isola appare collegata solamente dal Ponte dei Servi e di san Marziale verso Sud e dal Ponte dei Lustraferi verso Ovest.
Nell'isola dei Servi si estolle il grandioso complesso conventuale demolito solo nel 1814, con la chiesa sormontata da cupola e, in primo piano, la Cappella del Volto Santo, tuttora eretta. Sull'angolo vi è l'edificio che ospitava la scuola della Annunziata. L'isola è collegata alla Maddalena da un ponte e il Campo dei Servi è luogo di transito e di collegamento fra la fondamenta della Misericordia e la Maddalena (che non aveva l'attuale assetto realizzato nello scorso secolo). Nella pianta non appare il palazzo Grimani, eretto nel primo decennio del cinquecento, quindi precedente al lavoro del De Barbari.
Nell'isola di san Marziale è visibile l'antica chiesa a tre navate prima che quest'ultima fosse ricostruita nel secolo XVII-XVIII. Il ponte di san Marziale, esistente, è nascosto dietro la mole della chiesa. Manca Palazzo Diedo eretto nel XVIII secolo.
antica pianta delle isole della parrocchia
Pianta della Parrocchia di San Cristoforo martire detta della Madonna dell'Orto
Planimetria attuale della Parrocchia con le otto isole

vista prospettica
Area dell'attuale parrocchia nella veduta prospettica realizzata da Jacopo De Barbari nel 1500