| Parrocchia della Madonna dell'Orto | ||||||||||||
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La sala del Tesoro della chiesa di Madonna dell'Orto La piccola esposizione raccolta all'interno di questa sala, che è stata ricavata nella base del campanile, non può definirsi un museo e forse neppure la sala del tesoro. Essa si presenta più come una semplice esposizione di diverse tipologie di oggetti che fanno riferimento alla liturgia. In rapporto ai capolavori presenti nella chiesa, gli esemplari esposti in questa sala non costituiscono certo il nucleo più prezioso, e neppure si caratterizzano come campione di tipo museale rispetto al complesso del patrimonio della chiesa. Il loro valore è comunque indubbio e se sono raccolti qui è perché essi, nonostante siano ancora utilizzati nelle celebrazioni solenni e non, possano essere custoditi ma al tempo stesso fruiti da tutti. Accedendo a questa sala è come se si entrasse virtualmente in uno dei tanti armadi delle centinaia di migliaia di sacrestie presenti in tutta Italia, nei quali si trovano oggetti di grande livello artistico ma anche di fattura artigianale. Per questo l'esposizione non è di tipo museale. La chiave di lettura di questa selezione di oggetti, che saranno anche sostituiti con altri nel corso del tempo, è proprio la liturgia, la stessa suddivisione negli espositori è stata progettata sulla base delle tipologie di utilizzo degli oggetti all'interno delle celebrazioni. I temi sono:
La disposizione delle opere non segue un criterio cronologico né artistico, ma, in riferimento alla liturgia, vi è l'invito a focalizzare gesti e riti dei momenti delle celebrazioni nei quali gli oggetti vengono usati. Non è neppure individuabile l'autore dei pezzi esposti, visto che, come per altri parati e oggetti di uso liturgico, la comunità cristiana non ha considerato la loro preziosità e qualità come data dall'artista o dai materiali, ma dalla funzione cui essi erano e sono destinati. Questi oggetti, ancora oggi utilizzati nelle diverse celebrazioni, appaiono qui non come in una custodia definitiva e sterile, ma come in un luogo e contesto che ne sottolinea l'utilità e la bellezza. I paramenti per la liturgia Dei diversi paramenti della chiesa vengono qui presentati alcuni completi. La loro forma, oggi semplificata e ridotta nel numero di elementi, è rimasta per lungo tempo invariata. Sono esposti: pianete, stole, manipoli... I colori, non casuali, fanno riferimento con il loro valore simbolico ai diversi tempi dell'anno liturgico. Il verde per il tempo ordinario. Il rosso - che ricorda il fuoco e il sangue - per le feste dei martiri e la memoria della passione di Cristo e per la Pentecoste, dono dello Spirito Santo. Il bianco per le feste e le solennità. Il viola per i tempi penitenziali, in particolare Avvento e Quaresima, e per le liturgie dei defunti, che prevedevano, prima del Concilio Vaticano II, il nero. Il rosa si riferisce a due domeniche di Avvento e Quaresima che cadevano a metà dei due tempi liturgici e segnavano un momento di pausa nella durezza del cammino penitenziale, così come il rosa stesso risulta da un alleggerimento del colore viola. I vasi per l'Eucarestia Nelle vetrine a destra dell'ingresso sono esposti preziosi oggetti che si riferiscono alla celebrazione dell'Eucarestia ovvero alla Messa, come viene chiamata comunemente dalle parole "Ite missa est" che concludono il rito in latino. Il materiale prezioso con cui vengono realizzati questi oggetti è giustificato dal loro uso: essi sono destinati a contenere il pane e il vino che nel rito divengono il corpo e il sangue di Cristo per la comunione dei fedeli. Anche nel caso di materiali meno preziosi, la coppa del calice (si può vedere smontata) veniva comunque dorata allo scopo. Il fusto presenta sempre un ispessimento centrale, per migliorarne la presa, chiamato nodo: questo, a forma sferica (fino al '600) o a pera (dopo il '700) ospita spesso elementi ornamentali di carattere simbolico. La custodia eucaristica, ovvero la conservazione delle specie consacrate nelle pissidi dopo la celebrazione, è tradizione tipicamente cattolica. Lo scopo è di assicurare la comunione ai malati e moribondi e consentire l'adorazione eucaristica, come momento di preghiera che prolunga la partecipazione alla messa. Gli ostensori, con la loro forma a raggiera, costituiscono la testimonianza più originale di questo modo particolare di partecipare all'eucarestia, che diffusosi nel medioevo aveva finito con l'allontanare i fedeli dalla comunione sostituita da questa "visione". La tradizione ininterrotta ha però riconosciuto il fondamento di questa forma di preghiera anche se privata in un prolungamento della celebrazione della messa. L'indice serve per indicare sul messale il punto del testo che il celebrante deve proclamare mentre prega a mani alzate. Gli oggetti per la devozione e la pietà Oltre alle celebrazioni liturgiche, la vita delle comunità cristiane è segnata da pratiche di pietà e devozione che segnavano diversi momenti della vita. La testimonianza dei santi e dei martiri era il punto di riferimento fondamentale per i credenti per riconoscere in altri fedeli la testimonianza di Cristo fino al dono di sé. Pellegrinaggi e santuari sono un richiamo alla necessità di rendere incarnata e concreta la presenza di questi segni dell'amore di Dio e per Dio. La diffusione del culto delle reliquie avviene proprio come forma inversa all'idea del pellegrinaggio: è un segno della presenza del santo che si fa vicino alla comunità. Nel medioevo la devozione si spinse a tal punto da generare reliquie per contatto, ovvero frammenti di osso o tessuti che venivano accostati alle reliquie originarie per crearne una copia che oggi definiremmo virtuale. Ciò giustifica la presenza di tanti reliquiari e di reliquie di molti santi che sono ben superiori alla loro struttura ossea originale. Ma non c'è da stupirsi, anzi ciò è utile per conoscere la diffusione della pietà popolare e della devozione a tanti martiri del passato. La pace era utilizzata invece per la benedizione dei fedeli ed il bacio di pace prima della comunione, con una immagine che iconicamente rappresentava il dono della pace di Cristo. Le croci guidavano le processioni sia nelle liturgie che nelle feste popolari, a simboleggiare la sequela del Cristo. testo dell'arch. don GianMatteo Caputo
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