| Parrocchia della Madonna dell'Orto | ||||||||||||
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opere d'arte nella chiesa della Madonna dell'Orto: L'ADORAZIONE DEL VITELLO D'ORO ![]() Jacopo Tintoretto (1518-1594): anno 1563 Dim. 580 x 1450 L'Adorazione del Vitello raffigura Dio con le sembianze di un vecchio sorretto da dieci angeli senz'ali che (le dieci Parole di Dio = i Comandamenti), mentre sta incidendo con la mano destra la seconda tavola della legge, consegna con la sinistra l'altra tavola a Mosè inginocchiato con le mani alzate in posizione orante. Egli sembra dissolversi trasfigurato dalla luce divina, mentre più sotto, un diaframma di nubi oscure divide la forte luce della teofania dal popolo infedele che adora l'idolo: " Allora il Signore disse a Mosè: "Va', scendi, poiché‚ il tuo popolo che tu hai fatto uscire dal paese d'Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicata! Si son fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi" (Es 32, 7-8). Il vitello è il simulacro del dio Baal, segno della immutabile tentazione dell'uomo di divinizzare i desideri materiali, ed è sorretto da quattro uomini che si sono individuati nello stesso Tintoretto, nel Giorgione, nel Veronese e nel Tiziano. Di lato un uomo sta indicando l'idolo che lui stesso ha costruito su richiesta del popolo: si tratta di Aronne, il fratello di Mosè che con la destra indica il vitello d'oro e con la sinistra regge un compasso, simbolo dei costruttori. Egli, infatti, secondo la tradizione ha le sembianze di Jacopo Sansovino, grande architetto e scultore veneziano, mentre un altro uomo che sta raccogliendo gioielli e oro è stato indicato in Michelangelo Buonarroti.
Allora Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono. Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. Poi il Signore disse a Mosè: “Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si tengano in stato di purità, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!”. Mosè disse al Signore: “Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertiti dicendo: Fissa un limite verso il monte e dichiaralo sacro”. Il Signore gli disse: “Va', scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!”. Mosè scese verso il popolo e parlò. Es 20 - Dio allora pronunciò tutte queste parole: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”. Dal Libro dell'Esodo 19
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