| Parrocchia della Madonna dell'Orto | ||||||||||||
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opere d'arte nella chiesa della Madonna dell'Orto: MARTIRIO DI S.LORENZO ![]() Daniele van den Dyck (1614-1663) Raffigura il martirio, avvenuto in Roma nel 258, di san Lorenzo diacono, annoverato fra i Santi più venerati del mondo cristiano. La composizione ruota attorno alla morbida figura centrale di Lorenzo presso il quale gli astanti sembrano tradire un certo nervosismo nell'attesa del momento cruciale. Secondo la tradizione, Papa Sisto II, che lo aveva ordinato Diacono, prima del martirio gli chiese di distribuire ai poveri i tesori della chiesa. Ma il prefetto romano (il personaggio alquanto tetro sulla loggia alla destra del santo) gli ingiunse di consegnargli quei tesori e lui, indicando i poveri, rispose: "Ecco i tesori della Chiesa!". Di lato al santo è posta la famosa graticola, lo strumento del suo martirio, mentre un soldato tiene a bada con la lancia i poveri sul lato inferiore destro del dipinto. Lorenzo volge gli occhi al Cielo dove compaiono due angeli che gli porgono la palma del martirio e l'alloro della gloria. San Lorenzo era diacono della chiesa di Roma. Ivi era ministro del sangue di Cristo e là, per il nome di Cristo, verso il suo sangue. Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero della Cena del Signore, dicendo: «Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3, 16). Lorenzo, fratelli, ha compreso tutto questo. L`ha compreso e messo in pratica. E davvero contraccambio quanto aveva ricevuto in tale mensa. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. Anche noi, fratelli, se davvero amiamo, imitiamo. Non potremmo, infatti, dare in cambio un frutto più squisito del nostro amore di quello consistente nell`imitazione del Cristo, che «patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme» (1 Pt 2, 21). Con questa frase sembra quasi che l`apostolo Pietro abbia voluto dire che Cristo patì solamente per coloro che seguono le sue orme, e che la passione di Cristo giova solo a coloro che lo seguono. I santi martiri lo hanno seguito fino all`effusione del sangue, fino a rassomigliarli nella passione. Lo hanno seguito i martiri, ma non essi soli. Infatti, dopo che essi passarono, non fu interrotto il ponte; né si è inaridita la sorgente, dopo che essi hanno bevuto. Il bel giardino del Signore, o fratelli, possiede non solo le rose dei martiri, ma anche i gigli dei vergini, l`edera di quelli che vivono nel matrimonio, le viole delle vedove. Nessuna categoria di persone deve dubitare della propria chiamata: Cristo ha sofferto per tutti.
Dai «Discorsi» di sant`Agostino, vescovo
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