Parrocchia della Madonna dell'Orto 
opere d'arte nella chiesa della Madonna dell'Orto:
LA CROCIFISSIONE


Jacopo Palma il Giovane (1548-1628). Proveniente dalla soppressa chiesa di Santa Ternita

La drammatica raffigurazione mostra la Madre del Crocifisso sconvolta dal dolore e svenuta ai lati della croce mentre il Cristo si volge al ladrone pentito confortandolo con le parole "In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso" (Lc 23,43).
Il Figlio di Dio ha negli occhi l'angoscia di quell'istante che manifesta la pienezza della sua natura umana dinanzi a quella tragica morte che paradossalmente diviene la rinascita del genere umano.
L'intera scena è dominata dalle tenebre quasi a sottolineare l'illusoria vittoria della morte sulla vita. Si scorgono le diverse situazioni narrate dai Vangeli: i soldati che si giocano a dadi la tunica, il centurione che deride il Figlio di Dio che sta morendo sulla croce, il dolore delle donne rimaste fedeli al Maestro anche in quell'istante supremo nel quale tutto sembra perduto, mentre Longino sta per scoccare il colpo di lancia sul costato di Cristo, dal quale sgorgherà sangue ed acqua, segni del Battesimo e della Eucarestia

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. ]I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:
Si son divise tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica han gettato la sorte.
E i soldati fecero proprio così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Dal vangelo secondo Giovanni - Capitolo 19