| Parrocchia della Madonna dell'Orto | ||||||||||||
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opere d'arte nella chiesa della Madonna dell'Orto: LE QUATTRO VIRTU' CARDINALI: PRUDENZA, GIUSTIZIA, TEMPERANZA e FORTEZZA ![]() Jacopo Tintoretto (1518-1594). Dim. 240 x 450 Da sinistra la Temperanza con le brocche lavorate a sbalzo che alludono alla moderazione; la Giustizia con la spada, emblema del suo potere, e la bilancia che indica la sua imparzialità; la Prudenza con il compasso che allude al giudizio misurato, ed il serpente che ricorda la frase evangelica: "Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe" (Mt 10,16). Infine, la Fortezza con la colonna spezzata che rinvia alla forza di Sansone che fece crollare le colonne per sconfiggere i Filistei. Sono figure di donne dipinte con forte effetto chiaroscurale, drappeggiate in modo sontuoso, di forte impatto visivo, con lo sguardo rivolto verso l'alto della crociera dove, probabilmente, esistevano altri dipinti andati perduti
1806 La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. L'uomo « accorto controlla i suoi passi » (Prv 14,15). « Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera » (1 Pt 4,7). La prudenza è la «retta norma dell'azione», scrive san Tommaso82 sulla scia di Aristotele. Essa non si confonde con la timidezza o la paura, né con la doppiezza o la dissimulazione. È detta « auriga virtutum – cocchiere delle virtù »: essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura. È la prudenza che guida immediatamente il giudizio di coscienza. L'uomo prudente decide e ordina la propria condotta seguendo questo giudizio.
1807 La giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. La giustizia verso Dio è chiamata « virtù di religione ». La giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l'armonia che promuove l'equità nei confronti delle persone e del bene comune. L'uomo giusto, di cui spesso si fa parola nei Libri Sacri, si distingue per l'abituale dirittura dei propri pensieri e per la rettitudine della propria condotta verso il prossimo. « Non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia ». 1808 La fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. « Mia forza e mio canto è il Signore» (Sal 118,14). 1809 La temperanza è la virtù morale che modera l'attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell'onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio istinto e la propria forza assecondando i desideri del proprio cuore.83 La temperanza è spesso lodata nell'Antico Testamento: « Non seguire le passioni; poni un freno ai tuoi desideri ». Distinzione delle virtù cardinali (CCC)
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